Colposacropessi Laparoscopica/Robotica
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Competenze
Quando è indicata la colposacropessi laparoscopica o robotica?
Indicazioni all'intervento
La procedura è indicata in caso di prolasso vescicale (cistocele) di grado moderato-grave sintomatico, eventualmente associato a prolasso uterino (isterocele) e rettale (rettocele).
Sintomi del prolasso degli organi pelvici
I sintomi più frequenti sono rappresentati da: senso di peso in sede pelvica e perineale, protrusione vaginale, disturbi minzionali, ritenzione urinaria, disturbi della defecazione, dolore/difficoltà durante i rapporti sessuali.).
Quando la chirurgia è necessaria
La correzione del prolasso vescicale è indicata inoltre quando questo sia causa di infezioni recidivanti delle vie urinarie o ostruzione delle alte vie escretrici. Il prolasso può essere associato ad incontinenza urinaria che, quando presente, viene trattata in un tempo successivo.
Come si svolge l'intervento di colposacropessi?
In cosa consiste la colposacropessi
L’intervento consiste nel sollevamento della parete vaginale anteriore (se indicato anche della parete posteriore), e di conseguenza della vescica (e del retto), in modo tale da impedirne la discesa al di sotto del piano perineale. Lo scopo è quindi di riportare gli organi pelvici nella loro corretta sede anatomica.
Utilizzo della rete protesica
Per via addominale la parete vaginale viene sollevata da una rete protesica sintetica ancorata all’osso sacro. L’intervento, condotto in anestesia generale, viene eseguito con tecnica chirurgica mini-invasiva laparoscopica +/- robot assistita.
Tecnica laparoscopica: come viene eseguita
La tecnica laparoscopica prevede l’accesso alla cavità addominale attraverso un piccolo foro eseguito sull’addome e l’insufflazione di anidride carbonica. Vengono quindi inserite attraverso la cute piccole cannule (trocar) attraverso cui passano e si muovono gli strumenti all’interno della cavità addominale.
La tecnica laparoscopica è meno invasiva di quella chirurgica tradizionale in quanto evita ampie incisioni, riduce le perdite di sangue e favorisce il recupero post operatorio.
Tecnica robot-assistita: come funziona
La tecnica laparoscopica robot-assistita prevede l’utilizzo di un sistema chirurgico robotizzato che muove gli strumenti inseriti nell’addome attraverso piccoli fori eseguiti sulla cute.
L’operatore che conduce l’intervento manovra gli strumenti robotici attraverso la postazione di controllo (console chirurgica) mentre uno o più assistenti operano di fianco al paziente aiutando il primo operatore con strumenti laparoscopici.
La tecnica robot assistita ha gli stessi vantaggi della laparoscopia in termini di mini invasività e permette al chirurgo di effettuare procedure più complesse e con maggiore precisione.
Fine dell'intervento e decorso immediato
Al termine dell’intervento viene inserito un tampone vaginale ed eventualmente un tubo di drenaggio. La paziente mantiene il catetere vescicale inserito prima dell’intervento.
Quali sono le alternative alla colposacropessi?
Fisioterapia del pavimento pelvico
La fisioterapia del pavimento pelvico aiuta a migliorare il tono muscolare, può prevenire un ulteriore peggioramento del prolasso ma non ne determina un miglioramento.
Pessario vaginale
Il pessario è un dispositivo che viene inserito in vagina e agisce impedendo la discesa del prolasso. Il pessario viene inserito facilmente in ambulatorio e necessita di sostituzione periodica. Viene generalmente proposto come alternativa alla chirurgia alle pazienti più anziane o con un elevato rischio operatorio.
Correzione chirurgica per via vaginale
Riduzione del prolasso con tecniche di ricostruzione fasciale o utilizzo di materiale protesico.
Colposospensione laterale
Intervento chirurgico condotto per via addominale, generalmente con tecnica laparoscopica/robotica, che prevede il sollevamento della parete vaginale anteriore tramite una rete protesica ancorata alla parete addominale. È indicata solo per la correzione del prolasso vaginale (cistocele).
Cosa succede se il prolasso non viene trattato?
Se la paziente rifiuta di sottoporsi al trattamento del prolasso degli organi pelvici può sviluppare o peggiorare nel tempo sintomi come ad esempio: senso di peso in sede pelvica e perineale, protrusione vaginale, disturbi minzionali, incontinenza urinaria, ritenzione urinaria, disturbi della defecazione, dolore/difficoltà durante i rapporti sessuali, infezioni recidivanti delle vie urinarie, ostruzione delle vie urinarie, calcolosi vescicale, insufficienza renale.
Con il passare del tempo il prolasso potrebbe peggiorare e un intervento chirurgico eseguito tardivamente potrebbe risultare più complesso e a maggior rischio di complicanze.